La scrittura fa parte dell’insieme di esperienze di espressione creativa tradizionalmente proposte agli utenti dei servizi di Psichiatria gestiti da Anteo sul territorio biellese. Negli anni, gli operatori, talvolta insieme a professionisti legati a progetti specifici, hanno realizzato gruppi di scrittura creativa, in particolare autobiografica, e percorsi di storytelling anche con strumenti digitali; molto intensa è stata l’esperienza dell’ultima edizione del concorso nazionale “Storie di guarigione” promosso dall’Associazione di Volontariato Emanuele Lomonaco Far Pensare Onlus, per la quale operatori e utenti sono stati coinvolti nelle fasi organizzativa di raccolta delle opere arrivate da tutta Italia.

Recentemente e per la prima volta, un numero significativo di utenti ha partecipato a due concorsi letterari promossi rispettivamente dalla casa editrice Raffaelli, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche (DSMDP) dell’AUSL Romagna, e dall’Associazione Holden: il primo, intitolato “Insanamente” e dedicato alla poesia, ha visto la partecipazione di 11 utenti con 36 poesie; al secondo, intitolato “Spesso il male di vivere ho incontrato” e dedicato a racconti inediti sul tema del disagio sociale, psichico ed esistenziale, hanno partecipato 8 utenti con un racconto ciascuno.

Far conoscere la propria voce attraverso un’opera narrativa è un modo per uscire dal silenzio, è un atto di riconoscimento: l’invito a partecipare ha suscitato dapprima stupore e poi interesse da parte di molti utenti, che hanno scelto di confrontarsi con gli operatori per gestire la presentazione degli scritti.

Un’operatrice ci racconta: “Nei centri diurni abbiamo utilizzato i contesti già organizzati in cui si svolgono percorsi di autobiografia, orientando l’attività verso questi obiettivi specifici, e insieme abbiamo selezionato i racconti e poesie. Sono stati coinvolti anche utenti che in passato hanno frequentato percorsi di scrittura con noi e che sappiamo interessati alla narrazione. L’invito è stato esteso anche agli utenti di altre strutture. Un bel lavoro corale!

Siamo ora in attesa di conoscere l’esito della valutazione delle opere. Alcuni partecipanti chiedono di tanto in tanto agli operatori se ci sono notizie, ma per tutti è palpabile, prima di tutto, la soddisfazione di aver scritto e di aver partecipato con il proprio elaborato a queste occasioni di condivisione e riflessione comune!”

Auguriamo “in bocca al lupo” ai nostri narratori e ci uniamo alla gioia per la loro scelta di cimentarsi in un’attività profonda e in grado di generare trasformazioni anche inattese nel proprio cammino interiore.

 

(disegno di Janusz Kapusta)

 

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