Contrastare la violenza sulle donne richiede azioni rivolte non solo a supportare le donne, ma anche ad aiutare gli uomini a comprendere e mutare modalità di reazioni violente che esplodono come conseguenza di momenti difficili di relazione. E’ questo il senso della proposta di Maschile plurale, associazione romana nata per contrastare con azioni educative e culturali efficaci la violenza sulle donne, che propone un appello per l’isituzione di una giornata nazionale contro la violenza maschile sulle donne. L’idea nasce dalla convinzione che occorra agire sugli uomini da un punto di vista culturale per prevenire le azioni di violenza e sopraffazione, le azioni per “proteggere le donne” sono infatti importanti ma non sufficienti a prevenire la violenza, perchè occorre anche comprendere e modificare le cause che la scatenano negli uomini.

Nel territorio biellese le iniziative intraprese per contrastare la violenza sulle donne sono attive da anni,  a partire da Il Punto di Ascolto Antiviolenza  (in via Caraccio 24 a Biella), aperto due giorni alla settimana (martedì dalle 9,30 alle 11,30 e giovedì dalle 15 alle 17) e contattabile 24 ore su 24 attraverso un numero verde – 800 266 233 – che offre alle donne in difficoltà colloqui di accoglienza, ascolto e supporto, nonchè modalità di contatto con la rete di sostegno territoriale. Nel dicembre 2015 la Rete antiviolenza del biellese (CISSABO. consorzio IRIS, ASL  BI, Associazione Underground,  Anteo Cooperativa Sociale Onlus e Associazione Non Sei Sola) ha realizzato un filmato per sensibilizzare la cittadinanza biellese sul tema della violenza di genere e informare sulle risorse presenti sul territorio a disposizione delle donne in difficoltà. Nel territorio dal 2013  è riferimento attivo la Casa Rifugio, ovviamente con indirizzo segreto, che opera in sinergia con l’Ospedale di Ponderano, le Forze dell’Ordine, i Servizi Sociali Territoriali e il Punto di Ascolto Antiviolenza. La Casa Rifugio attiva numerosi progetti di coinvolgimento di enti territoriali per supportare l’azione di sostegno alle donne in difficoltà.

Con sempre maggior evidenza ci si rende conto però che la questione della violenza in ambito domestico, che spesso degenera con esiti più drammatici per le donne, andrebbe compresa anche attraverso prospettive educative e culturali, finalizzate ad offrire strumenti per sostenere le difficoltà di relazioni familiari e tra i partner, con strumenti di sostegno per la gestione delle situazioni di difficoltà emotiva che portano uomini e donne a reagire in modo diverso: infatti l’esplosione di violenza sul partner affonda spesso radici in sentimenti di impotenza derivanti dall’incapacità di gestire con strumenti appropriati crisi e situazioni improvvise per affrontare cambiamenti. Per esempio una donna che subisce un tradimento, o deve affrontare una separazione, ha spesso più “capacità” di attingere in se stessa risorse e forza per affrontare la crisi ; un uomo più facilmente percepisce l’abbandono affettivo come una ferita insanabile per il proprio senso di identità maschile e tende a vivere con minori risorse interiori la separazione dal tessuto familiare affettivo. A queste differenti modalità “maschili e femminili”  di reagire alle difficoltà di relazione, si aggiunge il fatto che le donne per cultura sono più propense a chiedere e ad accettare aiuto, mentre questo “chiedere” può essere più difficoltoso per gli uomini, perchè culturalmente abituati a viverlo come una espressione di “debolezza” poco maschile.

A partire da queste riflessioni prendono spunto le iniziative che stanno tentando di trattare la questione della violenza sulle donne anche dal punto di vista maschile, al fine di comprendere come agire sugli uomini per modificare questa attitudine alla violenza che spesso scaturisce senza preavviso.

La violenza degli uomini verso le donne, ormai ne siamo consapevoli, non si può liquidare come patologia di pochi marginali, né come il segno di culture lontane da noi: nasce nella nostra normalità. Anche quando è estrema parla una lingua che conosciamo e che mescola amore, controllo, dipendenza, onore, gelosia, frustrazione, potere… prima di divenire violenza. Enfatizzare l’emergenza nasconde il fatto che si tratta di un fenomeno strutturale e diffuso. Condannare la violenza senza riconoscere la cultura che la produce e la giustifica, è un gesto vuoto

Ecco  da dove prende spunto l’idea di organizzare una giornata nazionale contro la violenza maschile che coinvolga il più possibile il mondo della scuola, dell’informazione, della cultura, della politica e dell’associazionismo, in grado di

diffondere al massimo la sensibilità e l’impegno fra tanti ragazzi e adulti ancora troppo silenziosi, isolati e confusi. Una giornata che volutamente si svolga prima della Giornata internazionale del 25 novembre contro la violenza sulle donne, per prendere parola come uomini prima del richiamo rituale di una ricorrenza importante: per cambiare, per agire prima della violenza.

L’appello che può essere letto a questo link, ha raccolto già l’adesione di moltissime associazioni maschili e per aderire si può scrivere a questa email: Primadellaviolenza@gmail.com.

Ma non è la sola iniziativa, una campagna pubblicitaria voluta dalle Regioni Emilia Romagna e Lazio ha proposto i manifesti che si possono vedere nelle slides nella pagina in alto, che sono stati affissi in punti chiave delle province e città della due regioni.